Decreto flussi, si va verso la riapertura

Pare proprio si stia andando sempre di più verso una nuova riapertura, imprese e associazioni rivolgono un appello al Governo.

Può a tutti gli effetti essere considerato un vero boom di domande quello che si è registrato il 27 Marzo, giorno del click day per il Decreto flussi: ad avere infatti rivolto un appello al Governo sono stati imprese e associazioni di categoria manifestando la necessità di avere a loro disposizione più manodopera.

Decreto flussi
Giorgia Meloni, foto fonte Ansa Notizie.com

Servono infatti camerieri di sala, cuochi e aiuto cuochi. Ma anche braccianti, operai edili e collaboratori domestici, come colf, badanti e babysitter e cosi via, pare infatti che con i numero al momento a disposizione, non si riescano a coprire tutti i posti che sono a disposizione dei vari settori: “Dall’agricoltura, dove a fronte di centomila addetti necessari per garantire le raccolte ortofrutticole le imprese dovranno farsene bastare, per ora, 44mila, fino alle strutture ricettive, costrette in molti casi a respingere una parte delle prenotazioni per Pasqua per mancanza di personale” questo quanto riporta Corriere.it.

Ed è per questo che il Governo sta seriamente pensando di varare un Decreto flussi, pare infatti che alcuni ministeri come ad esempio quello di Agricoltura, Imprese e Turismo è già a lavoro per potere calcolare tutti gli ingressi che sono necessari per potere rispondere in modo concreto alle domande in questione.

Decreto flussi, previsti 160 mila nuovi arrivi ma il Viminale smentisce

Insomma pare proprio che il Governo si trovi davanti alla necessità di fare arrivare persone affinché la manodopera di tante aziende non vada in nessun modo perduta, nei giorni scorsi si è anche parlando di 160 mila nuovi arrivi regolari, ipotesi che però è stata smentita dal Viminale.

Pinatedosi Notizie.com foto fonte Ansa

“Nessun pregiudizio a rivedere i numeri” ha ammesso nella giornata di ieri il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e ancora: “Il tema è capire quanto possa essere assorbita la richiesta di un eventuale ampliamento». L’approccio, insomma, sarà pragmatico: prima vanno calcolati bene i fabbisogni, poi si potrà procedere con un nuovo decreto. Una decisione che potrebbe arrivare sulla scia di quanto stabilito dal governo tedesco di Olaf Scholz, che ha portato a 60mila la quota di ingressi annui legali in Germania”.

Ad ogni modo i settori che al momento ne hanno maggiormente bisogno sono diversi, stando alle parole della stessa Coldiretti, le regioni dove servono più braccianti sono il Trentino, per la raccolta delle mele; il Veneto per gli ortaggi e fragole, il Friuli per i nuovi impianti nei vigneti, il Lazio per gli ortaggi, la Campania per tabacco e pomodoro. Da questo deriva anche l’appello delle tante organizzazioni degli agricoltori: “Serve un decreto flussi integrativo di almeno 60mila unità che vada a scorrimento con le domande già presentate, ma anche più tempestività sulle richieste. Non è possibile che per il nulla osta passino mesi”.

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