Caro prezzi: anche i gelati, sia in cono che in coppetta, risentono dell’inflazione

L’aumento generalizzato dei prezzi non risparmia il dolce take away preferito dagli italiani, coni e coppette gelato sono aumentati in tutta la penisola

C’era una volta il gelato, il cono o la coppetta, fatto dal laboratorio artigianale vicino casa, garanzia di prodotti genuini e costi contenuti. C’era una volta il cono “piccolo”, da 1,50 euro, perfetto per soddisfare una golosità del palato, ma anche per una discreta merenda a metà pomeriggio. Ora non c’è più.

Anche il gelato ha subito il rialzo dei prezzi – Notizie.com –

In Italia si registrano 39mila gelaterie nazionali, che generano 75mila posti di lavoro, con un fatturato di 2,7 miliardi di euro. Roma è la prima città in Italia per numero di gelaterie, con 1.409 negozi e circa 4.300 addetti. Subito dopo Napoli e Milano.

Un prodotto tipicamente italiano

Senza addentrarci nella discussione sulla qualità delle materie prime usate per ottenere il prodotto finale, ossia un buon gelato nutriente, e a prescindere appunto dalla qualità, il cono o la coppetta a 1,50 euro non esistono proprio più. A causa dell’incremento significativo nel costo del latte (+21%), delle uova (+17%) e dello zucchero che scarseggia a causa della guerra in Ucraina, ossia il paese est europeo tra i maggiori produttori di zucchero al mondo, il gelato ha subito una grossa impennata nel prezzo. Anche i costi per l’energia pesano sui costi di produzione, infatti l’elettricità è indispensabile per la fabbricazione e per la conservazione. La buona notizia è che malgrado questi aumenti, per la precisione il 23% rispetto allo scorso anno,  il consumo di gelato non accenna a diminuire, anzi da un’analisi di Coldiretti emerge che sta addirittura aumentando. Certo il caldo sta già arrivando e il gelato resta sempre un ottimo prodotto a prezzi accessibili a tutti. O quasi. Un cono con due palline di gelato, già perché la classica, meravigliosa spatolata di gelato resiste al centro sud, ma sta diventando anche qui sempre più frequente la modalità “1 pallina, 1 gusto..”, se moltiplicato per una famiglia di 4 persone potrebbe diventare un lusso. I costi salgono, e una pallina di gelato può arrivare a costare anche 2 euro.

Il gelato resta uno dei prodotti preferiti dagli italiani – Notizie.com –

Il buon gelato resta un prodotto molto genuino

Coldiretti calcola che le gelaterie italiane utilizzano ben 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zucchero, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti all’anno. Prodotti che diventano sempre più vari, vista la tendenza nelle preferenze dei consumatori che chiedono gusti sempre più raffinati, come gelato al latte d’asina, di capra e anche di pecora, nonché gelato al basilico o al pomodoro. Questo porta altro indotto, perché si preferisce dove possibile utilizzare materie prime rigorosamente fresche, a “chilometri zero” perché ottenuti da prodotti locali che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia e inquinano l’ambiente. Una spinta che ha favorito la creatività nella scelta di ingredienti che valorizzano i primati di varietà e qualità della produzione agroalimentare nazionale. 

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