Ecco cosa può fare l’Intelligenza Artificiale: resterai senza parole

L’Intelligenza Artificiale non ha alcuna intenzione di smettere di stupirci. Ecco cosa riesce a realizzare

Ed il motivo è più che sorprendente ed, ovviamente, vi spiazzerà. Nel corso di questi mesi è stata capace di scrivere un editoriale per il noto quotidiano inglese ‘The Guardian‘. Successivamente si è tolta la soddisfazione anche di comporre una opera teatrale. Ed ora cosa le mancherebbe? Ovviamente comporre delle canzoni. Anzi, ad essere più precisi, si tratta di basi musicali. Il risultato è eccezionale. Soprattutto per coloro che sono amanti della musica ritmata (ed anche decisamente robotica).

Ecco cosa può fare l'IA
L’Intelligenza artificiale non la smette di stupirci (Pixabay Foto) Notizie.com

Nel corso degli ultimi anni sono state inventate tantissime di quelle app che permettono agli utenti di comporre basi musicali. Tra le più conosciute salta alla mente ‘Boomy‘ (prodotti più di 5 milioni di canzoni, vale a dire il 5% della musica registrata nel mondo) e ‘Voisey‘. Bastano pochi secondi e potete creare il vostro motivetto orecchiabile. Gli stessi che, con il passare del tempo, possono anche essere modificati. Potete fare davvero tutto quello che volete: da aggiungere fino a togliere.

L’Intelligenza Artificiale e la musica? Ora si può

Il fondatore dell’app americana ‘Boomy’, Alex Mitchell, non può che essere soddisfatto. Anche perché, a quanto pare, il buon 85% degli utenti (nella loro vita) non avevano mai composto della musica sino ad ora. Non è affatto finita qui visto che ci si possono togliere delle belle soddisfazioni anche economiche. C’è chi guadagna dai 100 o 200 dollari al mese per la propria base musicale. Non solo: Spotify (che non ha bisogno affatto di alcun tipo di presentazione) dà 0,004 $ per streaming.

Ecco cosa può fare l'IA
L’Intelligenza artificiale non la smette di stupirci (Pixabay Foto) Notizie.com

Invece la sua società addirittura l’80%. Per poter arrivare a 100 dollari al mese bisogna produrre i brani 31mila volte al mese. Anche se, vogliamo essere precisi e onesti, non si tratterebbe affatto della prima volta che la tecnologia entra nel mondo della musica. La differenza è che questi software-compositori possono essere economici per chiunque. L’uso dell’IA nella musica è diffuso da almeno 3 anni.

Tanto è vero che è stato lanciato anche un concorso internazionale. Avete presente l’Eurovision? Bene, parliamo della stessa cosa, ma in formato tecnologico. C’è anche chi si chiede se possa arrivare anche il momento di ascoltare una base musicale anche in un prossimo Festival di Sanremo. Chi lo può mai sapere. Tutto può essere.

 

Impostazioni privacy